
Il codice è molto chiaro su alcune pratiche quotidiane. Niente regali, anche in occasione di festività, se non di modico valore, perché potrebbero mettere in discussione l’imparzialità di chi li riceve (art. 3). Vietati anche rapporti che possano compromettere la trasparenza negli interessi finanziari o l’accettazione di incarichi da soggetti collegati con l’ufficio scolastico (artt. 5 e 7). Il docente o il collaboratore scolastico deve inoltre rispettare l’obbligo di astensione: qualora una decisione coinvolga interessi diretti o di familiari fino al quarto grado, deve farsi da parte per non minare la credibilità dell’istituto.
La scuola, più di altre amministrazioni, vive quotidianamente la relazione diretta con i cittadini: studenti, famiglie e comunità locale. Per questo il codice dedica ampio spazio ai rapporti con il pubblico (art. 11). Le indicazioni parlano di ascolto attento, risposte puntuali, rispetto di appuntamenti e ordine cronologico delle pratiche.
L’utilizzo di un linguaggio chiaro e comprensibile è considerato parte integrante della funzione pubblica. Strettamente collegato è anche l’obbligo di assicurare continuità del servizio e standard di qualità, obiettivo che si riflette nelle carte dei servizi scolastici. Infine, il codice regola la stipula di contratti e forniture (art. 12), evitando mediazioni sospette e garantendo trasparenza negli acquisti scolastici, fino al dettaglio delle relazioni economiche intrattenute dai dirigenti.
Resta vietata la diffusione di atti e informazioni acquisite per ragioni d’ufficio al di fuori dei canali previsti. Sul piano organizzativo, gli istituti possono dotarsi di una social media policy che definisca, in base ai ruoli, le condotte dannose per la reputazione e le regole di firma, tono e gestione dei contenuti.
Nei profili personali online, attenzione a foto, didascalie e commenti: anche fuori dall’orario, il ruolo pubblico impone cautela, perché la reputazione dell’istituto passa anche dallo schermo. La leadership è chiamata a misurare risultati e comportamento organizzativo, a promuovere benessere, formazione etica e inclusione, valorizzando differenze e responsabilità.
DOCENTI – cosa comporta il codice
- Principi generali: agire sempre nell’interesse pubblico, rispettando i principi di imparzialità e buon andamento (art. 2).
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Regali: non accettare doni dagli studenti o dalle famiglie, neppure a Natale o a fine anno, se non di modico valore (art. 3).
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Rapporti con le famiglie: garantire parità di trattamento tra alunni e genitori, evitando favoritismi e scorciatoie nei rapporti scolastici (art. 8).
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Obbligo di astensione: in caso di decisioni che riguardino studenti legati da rapporti di parentela o situazioni di conflitto di interessi, il docente deve farsi da parte (art. 6).
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Comportamento in aula e fuori: non sfruttare la posizione per ottenere vantaggi personali, neanche nella vita privata (art. 9).
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Uso dei beni della scuola: materiali, attrezzature e strumenti didattici non possono essere destinati a scopi personali; l’uso improprio può configurare illecito disciplinare (art. 10).
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Comunicazione: linguaggio chiaro e trasparente nelle comunicazioni con studenti e famiglie; obbligo di rispettare appuntamenti e dare risposte tempestive ai reclami (art. 11).
PERSONALE ATA – regole operative
- Diligenza e lealtà: svolgere le mansioni con correttezza, assicurando la funzionalità del servizio e rispondendo con disponibilità alle richieste di studenti e famiglie (art. 2).
- Regali e utilità: no a omaggi da ditte o fornitori che traggano vantaggi da rapporti con la scuola, salvo di valore simbolico e minimo (art. 3).
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Trasparenza finanziaria: segnalare eventuali rapporti con imprese o servizi scolastici a cui si è legati per attività precedenti (art. 5).
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Astensione: non partecipare a pratiche amministrative che coinvolgano parenti o persone con cui si hanno rapporti economici o di inimicizia (art. 6).
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Contratti e forniture: vietato concludere contratti per conto della scuola con imprese con cui si hanno rapporti privati recenti (art. 12).
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In servizio: evitare ritardi ingiustificati o assenze oltre il necessario; uso dei telefoni e mezzi dell’amministrazione solo per fini istituzionali (art. 10).
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Rapporto con il pubblico: rispetto delle file e delle pratiche in ordine cronologico; corrette spiegazioni agli utenti e risposte chiare su pratiche amministrative (art. 11).
Punti comuni per tutta la comunità scolastica
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Imparzialità assoluta: ogni studente e cittadino deve ricevere lo stesso trattamento.
- Riservatezza e tutela dell’immagine della scuola: informazioni e rapporti con i media devono essere gestiti in modo trasparente e senza compromettere la credibilità dell’istituto.
- Qualità e continuità dei servizi: l’attività scolastica deve garantire standard elevati, senza interruzioni, in linea con la Carta dei servizi.
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Responsabilità diretta: ciascun dipendente è chiamato a rispondere del proprio operato, nel rispetto dei tempi, della correttezza delle procedure e dell’efficienza verso l’utenza.
- Nei social media, le opinioni private non devono essere riconducibili alla PA: obbligatoria l’astensione da commenti che possano ledere prestigio, decoro o immagine della scuola
SI ALLEGANO:
- Il D.P.R. n. 81 del 2023 apporta modifiche al Codice di Comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni.
- Il nuovo codice disciplinare docenti.
- Codice Disciplinare ATA_CCNL.
- D.lgs_.165_01artt.53-55sexies_2.pdf
- CodiceComportamentoPA_DPR_62_2013_2.pdf
- CodiceComportamentoMIUR_DM_525_2014_2.pdf
- Tabella-3-CM-88-8-11-2010.pdf
- Tabella-2-CM-88-8-11-2010.pdf
- Tabella1CM-88-8-11-2010.pdf
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Avv. Anna Rita Galletta
Firma autografa sostituita a mezzo stampa
ex art. 3, c.2 D.Lgsn.39/93
Patrizia Praticò
Docente